lunedì 9 giugno 2008

appunti di viaggio


In questo periodo si sentono spesso discorsi che si basano più su luoghi comuni piuttosto che su effettive riflessioni basate sulla realtà , è più facile esprimere giudizi che sono condivisi dalla maggioranza della società piuttosto che provare a ragionare con la nostra testa .Vi voglio raccontare un episodio che mi è capitato personalmente e che spero farà cambiare idea a qualcuno.

Sanaa capitale delloYemen .Io e i miei amici con i quali stavo effettuando un tour nello Yemen decidiamo di fare un giro nel souk e veniamo sorpresi da un acquazzone , ritorniamo in hotel e mi accorgo che mi mancano gli occhiali da sole “ li avrò persi durante la corsa per ripararmi dalla pioggia “ penso. Poichè il giorno dopo si andava nel deserto ,gli occhiali erano indispensabili e non essendoci negozi di ottica anche in una capitale non mi rimase che comprare occhiali taroccati che si trovano anche lì

Dopo una settimana si ritorna a Sanà e durante il pomeriggio ritorniamo nel souk, mentre stiamo passeggiando esce un negoziante e parla con la nostra guida che si rivolge a noi e chiede” qualcuno di voi ha perso un paio di occhiali?” stupita rispondo “ io , ma una settimana fa!” il negoziante rientra nel negozio e mi porge i miei occhiali da sole!!potete immaginare la mia sorpresa anche perché avevo notato che per gli yemeniti gli occhiali da sole costituivano un oggetto di culto.Questo negoziante aveva tutte le giustificazioni per tenersi gli occhiali e invece ha fatto di tutto per restituire ciò che non era suo

E allora tutti i luoghi comuni che si sentono: gli tutti arabi sono bugiardi , se appena possono ti fregano, non fidarti di un arabo …………….proviamo a cambiare la prospettiva

4 commenti:

Pier Cesare Rivoltella ha detto...

Bell'aneddoto, Camilla... E' il caso classico in cui si abbandona una cornice per collocarsi entro un'altra: lasciamo lo script "Tutti gli arabi sono ladri bugiardi", per assumere uno sguardo diverso... Ma: se gli occhiali non fossero stati ritrovati? Beato chi non vedendo, crede: fuor di metafora, dovremmo imparare a uscire dalle nostre cornici abituali a prescindere...

mioblog ha detto...

se non avessi trovato gli occhiali avrei continuato a pensare di averli persi chissà dove , e con simpatia mi sarei immaginata i miei occhiali orgogliosamente portati da una persona yemenita ( ....solo maschio purtroppo...)

Pier Cesare Rivoltella ha detto...

Bella lettura anche questa... a riprova che le cornici a partire dalle quali dare senso alle nostre esperienze sono veramente infinite... il dialogo interculturale, ma anche le forme del rispetto dell'altro muovono tutte da questa capacità di lettura divergente dello stesso fenomeno...

sonia ha detto...

e sì, cara Milla, i luoghi comuni , gli stereotipi sono come sassi duri da togliere, neanche la forza del mare in tempesta riesce a scalfirli.